Innovare riformandosi

Strutture in tutto il territorio nazionale per la rinascita dell’ippica, decisa a cambiare pelle

Scalcia cavallo, scalcia! Uno ‘scalcione’ all’élite, da oggi il mondo ippico sarà alla portata di tutti, non più uno sport di nicchia. Si respira aria di innovazione infatti, aria di riforma. Innovare riformandosi. È questo il vero e proprio motto della ‘Scuola Ippica Italiana’, costituita nell’aprile 2015 da un gruppo di appassionati, questo il pensiero dominante che ha accomunato i relatori intervenuti nella conferenza ‘La Scuola nella Riforma’, che si è tenuta presso la ‘Club House’ dell’ippodromo Capannelle. Un solo obiettivo comune dunque, quello di innovare e di aprire ad una vasta gamma di pubblico e di non rimanere soltanto uno sport d’élite.

Sono le dodici circa, splende il sole sull’ippodromo Capannelle, le nubi minacciose delle prime ore del mattino sono scomparse, un panorama mozzafiato mi accompagna in un ambiente ferito, sconfitto, ma mai come oggi deciso a rinascere, ripartire, riformarsi. Uno sport logorato, caduto nel dimenticatoio.

Non c’è tempo però per piangersi addosso, bisogna ripartire, innovare, riformare sottolinea l’ingegner Elio Pautasso, direttore generale di HippoGroup Roma – “È necessario fare innovazione nel nostro settore perché la formazione basilare è completamente assente”.

Poi tocca ad Enrico Tuci, presidente degli Imprenditori Ippici Italiani: “Questo nostro sport non si è mai aperto al pubblico, è stato sempre chiuso. È arrivato il momento di aprire a tutti, avvicinando nuove persone. Noi siamo pronti a dare il nostro supporto – spiega -, abbiamo già messo insieme un centinaio di aziende di trotto e di galoppo, questa sinergia ci consente di prendere risorse dal punto di vista economico. Quando Giuseppe Satalia ci ha spiegato che era intenzionato ad aprire una scuola ci abbiamo messo anni a capirlo, ma oggi posso ribadire che aveva perfettamente ragione, perché è l’unico modo per arruolare nuovi appassionati”.

È la volta poi del colonnello Giuseppe Satalia, presidente, tra le altre cose, della ‘Scuola Ippica Italiana’, che alza la voce e non risparmia nessuno: “Il nostro settore fa estremamente fatica a confrontarsi, a cambiare, il mondo dell’ippica è retrogrado, rimasto a 25 anni fa. Noi non comunichiamo più col mondo esterno e anche la stampa non ci aiuta, il mondo dell’informazione in primis ci deve venire incontro. Faccio una gran fatica a far percepire i miei concetti, c’è uno scetticismo generale in tutto il settore – tuona -. Un progetto formativo è il pilastro necessario per ripartire. La scuola è fondamentale, solo qui ci si può confrontare, c’è bisogno di strutture ben definite in tutto il territorio nazionale. Prima creo la scuola, strutture permanenti, e poi l’evento. Bisogna spiegare ogni minimo dettaglio a chi si affaccia per la prima volta in questo settore, che va rilanciato in maniera concreta, organizzando corsi per veterinari, allenatori, per chi diventa proprietario”. E poi la stoccata finale anche al mondo dei veterinari: “La scienza veterinaria non vuole confrontarsi con l’ippica, si sente superiori e invece dovrebbe capire che il mondo ippica ha una sua cultura. Sediamoci e confrontiamoci”. Possibilmente senza scalciare…

Articolo a cura di Roberto Panetta